I reportage del Nani PDF Stampa E-mail
martedì 26 giugno 2012
Comacchio, Campionati Italiani su pista

Fine giugno a Comacchio, andiamo con qualche perplessità, ma in riva al mare le recenti problematiche sismiche non hanno creato problemi. Molti vivono questa competizione come un’occasione per fare anche un po’ di vacanza, chi va in campeggio in riva al mare, chi arriva col camper, chi sceglie un albergo vista mare. Io questa volta scelgo un albergo nella campagna, poche stanze, ottima cucina con prodotti locali, piscina e grande calore umano. Alcuni arriviamo il giovedì sera, anche quest’anno hanno spalmato le gare su tre giorni, senza le prove multiple, e quindi i tempi sembrano ottimi per gestire bene i 2500 atleti gara previsti. L’organizzazione si rivelerà ottima, tutto sotto controllo, qui in Emilia-Romagna (siamo al confine tra le due sorelle) sono abituati a gestire turisti e feste locali, c’è un ristoro con frittura di pesce freschissimo, appena pescato. Si offendono se chiedi se è congelato, non si sognerebbero mai . I giudici sono ben preparati, al punto di meritarsi pubblico riconoscimento, molto cordiali con gli atleti, con il giusto grado di rispetto per il regolamento. Chi non è stato soddisfatto probabilmente non era in sintonia con la manifestazione. Il numero dei presenti non era da record, siamo più un gruppo di vecchi amici che un settore in espansione. L’anno evidentemente non è quello giusto, ma lo spirito di ritrovarsi insieme per belle sfide sì. Alle 10.00 suona l’inno italiano, siamo pur sempre a un campionato, e questa volta cantano quasi tutti con partecipazione: si comincia. Arrivo presto in campo, per vedere Roberto Dugatto entrare come sempre molto pimpante con la sua asta: i due giovani figli sono in tribuna. La gara non riesce: tre nulli alla misura di entrata; non era giornata. Tocca a me per i 100 ostacoli. Siamo in 3 M60 e 3 M65, giustamente ci fanno correre insieme, non come a Cosenza dove l’anno scorso fecero correre da solo l’unico M60. Parte forte Antonio Montaruli, poi Tullio Hrovatin prende il largo e io inseguo. Finisco terzo, buon tempo per me, il migliore degli ultimi due anni, ma Tullio è in forma, arriva a soli 4 centesimi del record italiano di Antonio. Tempo bello, vento a favore nei limiti, tutto benissimo. Nelle altre categorie grande Stefan Longoni con 14”32 negli M35 e Lamberto Boranga con 13”09 M70 pre. Vedo il mio presidente Dario Rappo ritirarsi nei 2000 siepi, soffre il grande caldo e decide subito di risparmiarsi per il giorno seguente. Altri risultati dei compagni di squadra: Rolando Lievore secondo nei 200 siepi M65, poi Rezio Gianoli M65 nel martello e Enrico Pento M45 negli 800 quarti. Giacomazzi 12° negli 800 M55 e Delfino Sartori M60 squalificato nei 5km di marcia. A questo punto albergo, riposo, piscina. Poi a sera in centro a Comacchio: una piccola Venezia vorrebbe essere, ponti e canali. Comunque simpatica, aperitivo e cena con frittura in riva al canale. Cibo leggerissimo, primo olio di frittura, digeriamo benissimo. Sabato mattina optiamo per la cultura, andiamo a Ravenna a vedere i mosaici di Gallia Placidia: un tesoro di 1500 anni fa. Sono bellissimi, un gioiello non abbastanza pubblicizzato. Lo stato di conservazione lascia a desiderare, secondo me è necessaria, come per ogni cosa, una manutenzione accurata per far splendere questi capolavori e mantenerli per le prossime generazioni. Riposo in piscina dell’albergo, troviamo le ragazze del Santamonica e i ragazzi dell’Olimpia Rimini: ci prepariamo tutti per le staffette e torniamo al campo. Faccio da allenatore per Sergio Capozzi, il nostro lunghista-triplista. Primo salto di sicurezza, poi cerca il risultato da medaglia. Il bicipite femorale sinistro protesta, piccolo stiramento e la gara finisce qui. Peccato, era giornata per un grande risultato. Vedo la gare dei miei coetanei M60, grande duello: Piercarlo Molinaris che con due volte 4,91 e un 4,90 perde da Giuliano Costantini 4,92. Nel frattempo Dario Rappo si rifà con un bel 5000: come sua consuetudine, nelle gare lunghe per il titolo, attende i 300 finali, che sono irresistibili, cambio di passo e via. E’ il momento delle staffette 4x100: l’anno scorso a Cosenza grande confusione e più di un’ora di ritardo. Qui anticipo di un quarto d’ora, preannunciato dal competente speaker, ci prepariamo con cura. Abbiamo una 4x100 M60, un po’ artigianale. Arriviamo secondi, gli amici del Tram di Opcina sono molto più professionali, Tullio, il mulo di Trieste, mi batte per la seconda volta: c’est la vie. Altri risultati dei compagni di squadra: Mauro Costa 16° nei 100 M40, Massimiliano Cattani 6° nei 400 M40, Fausto Tegorelli 9° nei 400 M45, Luigi Vanzo 3° nei 400h M45, Paolo Pellizzari 4° nei 400h M50, Giovanni Giacomazzi 12° nei 400 M55, Rezio Gianoli terzo nel martellone M65, Cesare Pansini 8° nei 100 M70. A letto presto, cena ottima in albergo. Domenica mattina dobbiamo essere in campo per le 8.30 per il salto in alto. Siamo in 19, 7 nella mia categoria M60. Siamo in tre per la vittoria, Piercarlo Molinaris, Giorgio Curtolo e io, gli altri proveranno a guastarci la festa. Giorgio sbaglia fa 1.42 alla terza sembra finito e invece fa 1.45 alla prima, io e Piercarlo alla seconda. A 1.48 salta solo Piercarlo e così vince. Io sono terzo, va bene, sto migliorando. Tre gare, tre medaglie, meglio di un calcio sui denti. Nelle altre categorie grandi risultati di Giorgio Bortolozzi, 1,36 a 75 anni e di Lamberto Boranga, 1,51 a quasi 70 anni, è di fine ottobre 42, che batte noi giovincelli di 60 anni. Altri risultati dei compagni di squadra: Massimiliano Cattani 10° nei 200 M40 e Mauro Costa 20°, Luigi Vanzo 6° nei 200 M45, Enrico Pento 4° nei 1500 M45, Rolando Lievore 6° nei 1500 M65, Rezio Gianoli 4° nel peso M65. Come sempre si finisce con le staffette 4x400, bellissimo spettacolo per impegno e determinazione di tutti. La nostra M45, con Vanzo, Rappo, Costa e Cattani arriva seconda. Direi che questa formula ripristinata di gare individuali è andata benissimo. Aspettiamo di ritrovarci a settembre a Novara per i Campionati di Società per un’altra bella giornata in compagnia.

 
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